Morbo di Crohn

Problemi intestinali – Conoscerli per evitarli

Il Morbo di Crohn e la Retto-Colite ulcerosa sono le due più importanti patologie infiammatorie croniche intestinali, alle quali si aggiungono quelle definite “coliti indeterminate“.

Queste patologie sono differenti tra loro ma, a livello nutrizionale, vengono trattate allo stesso modo.

I soggetti affetti da questa patologia presentano un’infiammazione cronica, quindi constante nel tempo alternata a eventi di infiammazione acuta, che può sfociare in ulcere, fistole e/o ascessi e peggiorare il quadro patologico.

Nelle due fasi l’intestino cambia molto, così come la qualità di vita del paziente; in particolare possiamo dire che in fase cronica il paziente non avverte gravi fastidi, mentre nella fase acuta il paziente avverte forti dolori, dovuti ad un aumento dell’infiammazione che può portare a complicanze come ulcere, fistole e ascessi.

In che modo interviene la dieta?

Linee guida internazionali sostengono che una dieta adeguata durante la fase cronica permette di ridurre drasticamente il numero degli eventi di acutizzazione della patologia, consentendo quindi una diminuzione della probabilità che si verifichino delle complicazioni e/o dei peggioramenti, migliorando inoltre in modo sostanziale la qualità di vita del paziente.

In cosa consiste la dieta?

Bisogna tener presente che queste patologie portano una diminuzione dell’assorbimento degli alimenti, dovuto alla presenza delle sedi infiammatorie che diminuiscono la superficie di assorbimento intestinale. Inoltre l’infiammazione costante porta ad un aumentato consumo di energie e di conseguenza vi è un’aumentata richiesta calorica.

Oltre a dover tenere presente queste alterazioni risulta opportuna l’eliminazione di tutti gli alimenti e le tipologie di cottura pro infiammatorie per l’intestino come zuccheri, alcool, fritture e cotture alla brace. Studi recenti evidenziano come il glutine e le caseine del latte hanno un effetto pro-infiammatorio a livello intestinale, per questo motivo in questa tipologia di patologie può essere consigliabile l’eliminazione degli alimenti ricchi in queste sostanze.

La dieta dovrà essere quindi improntata su alimenti ricchi di energie e di facile assorbimento, meglio evitare gli alimenti ricchi di fibre come le verdure particolarmente fibrose, gli alimenti integrali e i legumi che, oltre a diminuire l’assorbimento degli altri nutrienti, risultano difficili da gestire per l’intestino.

Evitare i cibi che contengono glutine e preferire quelli che ne sono naturalmente privi come riso, mais, patate, amaranto , quinoa e grano saraceno.

N.B. sono da evitare anche quei prodotti per celiaci spesso ricchi in zuccheri.

Ad oggi la dieta che viene consigliata in questi casi è una dieta “Low FODMAP“, cioè a base di alimenti a basso contenuto di “oligo-mono-disaccaridi e polioli fermentabili”, nella quale vengono inoltre preferiti pesci, carni bianche ed uova, anziché di carne rossa e latticini, vengono eliminati tutti gli zuccheri semplici e gli alcolici. Particolare attenzione deve essere data anche alla tipologia di cottura per può essere maggiormente irritante per l’intestino, meglio cuocere al vapore, al forno, alla piastra o bollire.

Qualche aiuto in più?

  • Il consumare burro di alta qualità, chiarificato o quello giallo tedesco, infatti questo alimento è ricco di butirrato una sostanza che aiuta a migliorare la salute intestinale, inibendo i fattori infiammatori come le interleuchine
  • Aggiungere la curcuma alla preparazioni, questa spezia è considerata in oriente un vero e proprio farmaco antinfiammatorio estremamente utile in patologie come questa. Attenzione, questa spezia, per essere attivata e assorbita correttamente deve essere riscaldata quindi aggiungetela in cottura.

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Dott.ssa Rosa Bifulco

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