Antonio De Falco calciatore Vico Equense

Un’ala per volare alto – Intervista ad Antonio De Falco, il bandito che sta rubando il cuore ai tifosi del Vico Equense

Nel calcio, come nella vita, l’occasione fa l’uomo ladro.

Nessuno ti regala niente: tutto ciò che vuoi devi prendertelo, rubando l’attenzione del mondo o la palla a un avversario.

Proprio come un bandito. Proprio come il bandito di Vico Equense.

È questa la storia di Antonio De Falco, scugnizzo di 21 anni di Castellammare di Stabia che, con la maglia numero 7 della squadra di calcio del Vico Equense, è uno degli autori della grande stagione di quest’anno.

Grinta da chi ha già affrontato molte sfide, sorriso di chi le ha vinte quasi tutte, il bandito continua a scappare su quella fascia.

Veloce. Quasi imprendibile. Ormai irraggiungibile.

Antonio, quest’anno il Vico Equense sta disputando un grande campionato anche grazie alle tue scorribande sulla fascia. Per volare in alto negli schemi di gioco di Mister Spano, quant’è importante il ruolo della vecchia “ala” che tu stai interpretando alla grande?

Il Vico Equense sta disputando un grande campionato. I buoni risultati che stiamo raccogliendo non sono frutto solo delle mie performance, ma delle grandi prestazioni che tutta la squadra sta fornendo ogni domenica. All’interno dell’impianto di gioco, il mister mi ha trovato il ruolo più adatto in base alle mie caratteristiche fisiche e tecniche.

Finora la compagine vicana occupa la prima posizione in classifica grazie alla miglior difesa e all’attacco più prolifico. Essendo tu un giocatore che passa metà del tempo a dare una mano dietro…e l’altra metà a spingere in avanti in favore del comparto offensivo, quale dei due primati senti più tuo? Insomma: Antonino De Falco predilige difendere o attaccare?

Grazie all’ottimo lavoro che il mister ci fa svolgere in settimana, la squadra ha raggiunto un buon equilibrio tra attacco e difesa, riuscendo a interpretare alla grande entrambe le fasi. Un risultato reso possibile dai tanti sacrifici che, ogni settimana, tutti noi facciamo in allenamento. Una mentalità da grande squadra che ci ha permesso di occupare, meritatamente, il primo posto della classifica. Per quanto riguarda, invece, la mia attitudine di gioco, io sono a completa disposizione della squadra e dei miei compagni, sia in fase difensiva che in quella offensiva.

Quest’anno siete la sorpresa del girone: nessuno si aspettava un campionato di tale intensità. Che idea ti sei fatto sul cammino fatto finora? E’ un risultato che ha meravigliato anche voi, oppure già da agosto vi eravate fissato come obiettivo quello del salto di categoria?

Già ad agosto ci eravamo posti come obiettivo quello di lottare per la conquista del campionato. Ci crediamo fortemente e lavoriamo ogni giorno per raggiungere questo traguardo.

Facendo gli scongiuri del caso: se l’anno prossimo doveste disputare il campionato di Promozione, pensi che per Vico Equense possa essere un punto di arrivo o di inizio? Ovvero: che scenari calcistici merita la piazza vicana?

Il cammino fatto finora dalla squadra è stato semplicemente perfetto, degno di una piazza importante come quella di Vico Equense che merita ben altri palcoscenici sportivi.

Una curiosità: i tuoi compagni di squadra di chiamano “il bandito”; da cosa nasce questo nomignolo?

I miei compagni di squadra mi chiamano cosi perché sono un tipo che si lascia trasportare molto dall’agonismo in campo. Con loro, così come col Mister Spano, ho instaurato un ottimo rapporto: per me entrambi sono come una seconda famiglia.

Tutti noi conosciamo il De Falco padrone della fascia; cosa ci racconti invece dell’Antonio al di fuori del campo da gioco? Quali sono i tuoi progetti di vita?

Il calcio è una passione che coltivo fin da bambino. Non nascondo che una piccola speranza di trasformare questo sport in un vero e proprio lavoro c’è sempre, però quando il campionato è fermo lavoro a Capri come trasportatore. La speranza è quella di trovare un lavoro più stabile, magari che mi permetta di continuare a giocare al calcio.

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